… por què tiene dinero
y muere primero.
Questo è un simpatico proverbio delle ragazze di Potosi, che si tramanda oramai da 500 anni, e ci ha aiutato un pochino ad entrare nell’ottica del minatore.
Si sa che è uno dei mestieri più duri e strazianti, per anni fatto da schiavi, ma anche ora è qualcosa di necessario e qualcuno lo fa per noi (senza moralismi, c’est la vie).
Un ex-minatore, dopo averci fatto provare la dinamite (davvero elettrizzante), ci ha portato all’interno della miniera, un luogo consacrato al diavolo, a lui si donano foglie di coca, whisky boliviano (alchol puro al 96%) e sigarette. Prima dell’arrivo del turismo non era permesso l’accesso alle donne trae mala suerte. Si lavora respirando polvere e piombo, 10 ore al giorno, masticando coca e bevendo alchol puro per scaldarsi. Ascoltando questo si prova pietá, ma all’interno della miniera c’è la stessa atmosfera della vendemmia in “Fazi-Battaglia”.
Il minatore ha un’altra visione della vita, vive il presente, ora puó permettersi una vita decisamente migliore del contadino, si hanno piú possibilità e piú donne, poi si vedrá.
Il tour sembrava all’inizio una gringata, ma è stato davvero piacevole, ho trovato anche un po’ di pirite “l’oro dei tonti”.
- Fede e dinamite
- Dinamite, miccia, detonatore e nitrato d’ammonio
- Carrelli abbandonati
- German (ex-minatore) accende
- Scarico minerali
- Entrata
- Il diavolo venerato



















