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La triste storia di una Volvo

14 febbraio 2009

“Hey, visto che viaggiamo in 4 perché non compriamo una macchina, così almeno risparmiamo!”

Arrivita a Santiago de Chile iniziamo la ricerca dell’auto, subito fallisce il tentativo di comprare una Lada (orgoglio comunista) che termina con una fuga in auto dal Bronx di Santiago, dove la gente si domandava solamente “Quale di loro avrá addosso i contanti?”. Ci orientiamo quindi verso un acquisto un po’ piú sicuro, basta privati solo autosaloni. Proviamo una FIAT Duna, detta anche sauna perchè in vendita con i finestrini bloccati ai 40 gradi di Santiago, e una Chevrolet che arranca e si muove solo con l’aria tirata, ma non è un problema al motore (come ci dice la proprietaria) è che l’anno appena lavata.
Sconsolati vaghiamo per l’autosalone, cuando si presenta un simpatico venditore, Carlos “Ragazzi vi serve un auto? Quanto volete spendere? Ho quello che fa per voi!” E ci presenta una Volvo Station dell’86 modello carro funebre, la proviamo è perfetta, e addirittura passa la severa revisione, è nostra! Firmiamo il contrattino gioiosi, addirittura Carlos ce la ricomprerá quando ritorneremo dalla Patagonia, festeggiamo pronti per partire con destinazione Sud del mondo il giorno dopo.
Si viaggia benissimo, è comodissima e c’è spazio, caz** non si riaccende, la batteria sará scarica, la riaccendiamo in retromarcia e si riparte, vabè parcheggiamo in discesa, non è un problema. Arriviamo al mare e dormiamo in spiaggia che bello diventa un letto abbassando i sedili. Si riparte e la strada è un po’ in salita, nessun problema è un 2300 va che è un amore, fin quando non si sente un “Poff” che sará mai? Ah niente di grave c’è solo il radiatore crepato, autostop per tornare alla cittá, carro attrezzi, meccanico 2 giorni, tenda in spiaggia, l’auto è pronta, “Adesso il radiatore è come nuovo, non succederá piú!”. 500 metri e siamo di ritorno, l’acqua è giá finita, il problema è il motore che fa troppa pressione nel raffreddamento.
Ritorniamo a Santiago, Carlos non si trova, è andato al mare, un pomeriggio con i Carabinieri, il giorno dopo dall’Associazione del Consumatore (forse con una piccola causa si risolve qualcosa) e con gli zaini in spalla molto + leggeri (molti meno pesos chileni) puntiamo al Sud.
Stavolta autostop!

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