h1

Vita da Punkabbestia 2

27 marzo 2009

Com’è il Paraguay? Boh, di notte si viaggia senza luci

Dopo 3 giorni di Asuncion, dove non sono mancate le sorprese:
un’ostello che credevamo costasse 60 cent a notte, al momento del pagamento scopriamo che in realtá erano 6 euro a notte (il più caro del sudamerica),
in un tranquillo sabato pomeriggio ci facciamo convincere da due bagarini ad andare allo spettacolo per bambini del brutto anatroccolo, ci accompagnano all’entrata e anche questa volta il prezzo era 10 volte quello che avevamo capito, cosí se ne vanno mandandoci a quel paese…
entriamo in un locale invitati al compleanno di un tedesco, non troviamo il tedesco ma il compleanno si, di una Paraguaya professoressa di inglese che festeggiamo alla grande e addirittura ci ospita a casa sua.

Il giorno dopo partiamo in direzione Brasile e dopo 5 ore di autostop a 40 gradi all’ombra e 2 secchi d’acqua del pozzo offerto dal falegname impietosito, grazie al magico pollice di Giorgia si ferma un Mazda nero.
Guido Paraguayo:”Vi accompagno io ragazzi! andiamo veloci peró che le luci non funzionano!”
Io:”Alla grande!”
I(dopo mezz’ora in quarta a 130):”Hey ma la quinta non ti piace?”
G:”Non si puó mettere s’è rotta ieri…”
I:”Bagno?”
G:”Si facciamoci anche un hot-dog tanto c’è tempo”
…….
I:”Cos’è questo rumore?”
G:”Ah i freni, ti avvisano che sono finiti!”
I:”Posso chiudere il finestrino che fa freddo?”
G:”Sfortuna si è rotto ieri mentre lo aggiustavo, hey hai una pila che non vedo il cruscotto”
I:”Eccola”
G:”Mierda! Siamo a secco”
dopo 100m si ferma la macchina, giá è notte e siamo senza fari, un’oretta in mezzo al nulla e arrivano i soccorsi,
continuiamo il viaggio rischiando di travolgere un motociclista (anche lui senza fari) e in piú di un’occasione usciamo fuori dalla carreggiata, alla fine arriviamo vivi a Ciudad del Este e si festeggia con una Brahma.

Contento dell’avventura Guido ci offre ospitalitá nell’azienda di trasporti dove lavora, ne approfittiamo al volo, facciamo un letto con bancali e un materasso da spedire. Svegliarsi tra facchini che trasportano pacchi giganti e ti sorridono pensando “a stronz*! bella vita da porco che fai!” é qualcosa da provare.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.